| Sezione
di Simulazioni ad agenti
A cura di: Dott.
A.Cappellini, Dott. P.Mezzera , Dott. A.Vanara
Realtà e realtà artificiale
E' stato detto che la forma di controllo che lo scienziato ha a disposizione
nelle sue valutazioni è il controllo diretto della realtà, o l'analisi
di ciò che accade nella simulazione. Quanto appena detto può essere
ampliato e completato dal seguente concetto: "Le simulazioni sono teorie
ma non sono solo teorie, sono anche realtà. Naturalmente si tratta di
realtà artificiale, cioè di realtà costruita da noi. Ma
esse sono realtà come sono realtà altri prodotti esterni del comportamento
umano, gli artefatti tecnologici, i prodotti della comunicazione, le opere d'arte"
.
Al fine di poter comprendere la bontà di tale affermazione risulta necessario
esprimere una definizione di realtà o almeno fornire alcuni elementi
che la caratterizzino e la identifichino presi nel loro insieme. Ecco tre criteri
per indicarla.
La realtà è:
1. Quello che può essere percepito attraverso un'azione dei sensi o delle
nostre percezioni (dolore, movimenti del corpo).
2. Quello su cui possiamo esercitare delle azioni.
3. Quello che può costituire un vincolo, una limitazione alle nostre
azioni ovvero un mezzo per svolgerle.
Una distinzione che possiamo fare tra gli abitanti del nostro mondo è
che, per gli animali diversi dall'uomo, salvo alcuni casi, esiste solo un tipo
di realtà, che è la realtà naturale, mentre per l'uomo
esiste sia la realtà naturale, la quale è tale, indipendentemente
dall'esistenza degli esseri umani ed ha caratteristiche che non dipendono da
azioni dell'uomo, sia la realtà artificiale che è frutto dell'operato
dell'uomo. Quindi anche le simulazioni, artefatto dell'uomo, sono realtà
artificiale e soddisfano le tre regole sopra enunciate. La percezione avviene
attraverso lo schermo, la nostra azione su di essa, è permessa dall'uso
di periferiche quali sono la tastiera ed il mouse, ed infine la simulazione
è un vincolo perché ci permette di fare alcune cose ma altre no,
ed è mezzo grazie al quale possiamo svolgere determinate azioni.
Emerge così un'altra novità: le simulazioni sono "realtà".
Innanzitutto le simulazioni sono teorie e quindi sono dei mezzi per comprendere
la realtà, tuttavia sono anche realtà, questo comporta un'ulteriore
novità e cioè, che le teorie (espresse attraverso la simulazione)
siano realtà; ciò differisce dalla tradizione, che propone una
visione non solo differente, ma opposta, asserendo che le teorie sono una cosa
mentre la realtà è un'altra.
Quest'ultimo aspetto presenta la sua importanza quando ad essere oggetto di
studio sono fenomeni di per sé unici o del passato. Normalmente si avrebbero
delle difficoltà nell'affrontare studi su questi fenomeni per vari motivi
che riguardano le metodologie con la quale vengo formalizzate le teorie e cioè,
generalizzando, astraendo dal particolare, dall'individuale. Diversamente accadrebbe
con l'uso delle simulazioni, le quali essendo realtà, sono in grado di
riprodurre una copia delle realtà uniche che si va studiando. Tale elemento
va a favore di scienze quali la storia, la psicologia ed altre scienze dell'uomo.
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