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Sezione di Simulazioni ad agenti

A cura di: Dott. A.Cappellini, Dott. P.Mezzera , Dott. A.Vanara



La complessità e i modelli basati sugli agenti

Negli ultimi anni un'attenzione particolare è stata rivolta allo studio della teoria della complessità e alla sua applicazione in campo economico.
Secondo tale impostazione il sistema socioeconomico è un sistema adattivo complesso, composto da un elevato numero di individui che interagendo tra loro localmente danno luogo a proprietà globali del sistema che non sono prevedibili o deducibili anche conoscendo esattamente gli individui e le loro regole di interazione locale.
L'interesse mostrato per il tema della complessità da parte di numerose discipline scientifiche ha reso difficile definirne esattamente il campo di studio.
Secondo i ricercatori del Santa Fe Institute - uno dei poli di ricerca all'avanguardia nello studio dei sistemi complessi - la complessità consiste di sei principali caratteristiche:
1) interazioni disperse tra una moltitudine di agenti eterogenei che operano localmente in un determinato ambiente;
2) assenza di controllori globali; le interazioni tra agenti avvengono senza l'intervento di meccanismi centralizzati di controllo e coordinamento;
3) organizzazione gerarchica trasversale: l'organizzazione globale consiste di molti differenti livelli; le unità di ogni livello possono servire come building blocks delle unità di livello più alto;
4) adattamento continuo: il comportamento degli agenti si modifica in risposta ai cambiamenti dell'ambiente e in base all'esperienza accumulata;
5) continue "novità" (perpetual novelty): comportamenti e strutture possono stimolare la creazione di nuovi comportamenti e di nuove strutture;
6) dinamica "out of equilibrium": dato lo stato di continua evoluzione il sistema non opera vicino a nessun punto di equilibrio ottimale.
Nei sistemi complessi è estremamente difficile individuare rapporti di causa ed effetto tra gli elementi e prevedere come il sistema si evolve nel tempo. Essi, infatti:
- reagiscono in modi imprevedibili alle perturbazioni provenienti dall'esterno: una perturbazione grande può essere riassorbita dal sistema senza apparenti effetti mentre una piccola perturbazione può provocare sensibili variazioni;
- sono molto sensibili alle condizioni iniziali: piccole differenze possono condurre a risultati profondamente diversi;
- non sono indipendenti dal contesto in cui operano;
- sono coinvolti in rapporti di dipendenza reciproca: un elemento del sistema influenza un altro elemento e ne è, a sua volta, influenzato;
- sono adattivi: cioè cambiano in funzione dell'ambiente in cui si trovano e a loro volta modificano tale ambiente;
- il ruolo di ciascun elemento del sistema non è ben identificabile in quanto al sistema non è applicabile il principio di sovrapposizione.
In definitiva, la caratteristica fondamentale di questi sistemi è che le proprietà emergenti sono proprietà delle interazioni tra le diverse parti non proprietà delle parti in se stesse.
Le peculiarità dei sistemi complessi rendono evidente come lo studio dell'economia - come sistema complesso adattivo - non possa essere condotto in modo appropriato con gli strumenti analitici tradizionali, per esempio con sistemi di equazioni; tali strumenti sono, infatti, adatti allo studio dei sistemi lineari, ma non si prestano allo studio delle problematiche connesse ai sistemi complessi.
Come affermato in Parisi (2001), la teoria dei sistemi complessi è in un certo senso anch'essa complessa, in quanto riguarda numerosi elementi che vengono fatti interagire tra di loro.
L'analisi di questi sistemi deve, quindi, essere effettuata con nuovi e appropriati strumenti concettuali e metodologici come le simulazioni con modelli basati su agenti; tali simulazioni consentono, infatti - grazie alle elevate capacità di calcolo e di memoria del computer - di tenere in conto l'insieme delle parti e delle loro interazioni (supplendo, così, ai limiti delle capacità cognitive umane) e di sperimentare la non linearità degli effetti aggregati dei comportamenti individuali.
Grazie ai modelli ABM è possibile studiare il comportamento che emerge a livello globale come conseguenza delle numerose interazioni non lineari che hanno luogo a livello locale; tali interazioni sono la base per una varietà estremamente ricca di possibili conseguenze; conseguenze - imprevedibili a priori - che non possono essere analizzate mediante la mera ispezione del modello, ma che necessitano di un metodo di sintesi: un metodo, cioè, che parta dalle componenti del sistema per studiare cosa emerge quando tali componenti vengono messe insieme e fatte interagire.
Come affermato in Waldrop (1995) i ricercatori del Santa Fe Institute sono convinti che l'applicazione delle idee sviluppate dalla complessità consentirà di comprendere le dinamiche spontanee ed autorganizzantisi del mondo in una prospettiva del tutto nuova (con la possibilità di esercitare un impatto immenso sulla conduzione dell'economia, degli affari e della politica); essi, ritengono di disporre degli strumenti matematici e metodologici necessari per costruire un nuovo paradigma di riferimento che costituirà la base per la prima alternativa rigorosa al pensiero lineare, che domina la scienza fin dai tempi di Newton, e che ha ormai raggiunto i suoi limiti nell'affrontare i problemi del mondo moderno.

 


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