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Sezione di Simulazioni ad agenti

A cura di: Dott. A.Cappellini, Dott. P.Mezzera , Dott. A.Vanara



Che cos' è la simulazione

L'analisi e lo studio dei fenomeni sociali, come l'economia, stanno facendo largo uso della simulazione supportata dall'uso di computer, affiancandola e talvolta sostituendola alle due metodologie tradizionali, quella della formalizzazione matematica e quella della trattazione verbale
Frequentemente nel campo della ricerca economica l'espressione del modello in oggetto è di tipo matematico-statistico, spesso complicato e ciò comporta delle difficoltà di trattazione che vengono superate attraverso semplificazioni, al fine di ottenere equazioni più semplicemente risolvibili, con la conseguenza di rendere il sistema troppo semplice rispetto a ciò su cui si basa.
La trattazione puramente verbale rende invece complesso per il ricercatore stesso, individuare con precisione le implicazioni dei risultati ottenuti e la verifica dei legami di tipo quantitativo tra le varie grandezze considerate.
Attraverso le teorie scientifiche, che sono insiemi di concetti ed idee, lo scienziato tenta di carpire i meccanismi, le cause, i fattori che generano gli eventi nella realtà; elaborati tali concetti, questi devono essere espressi, formulati, formalizzati, al fine di permettere allo stesso scienziato di continuare lo studio, ma anche per permettere la dissertazione scientifica tra i vari colleghi, spesso fondamentale nel procedimento di evoluzione delle teorie. Fino a pochi anni fa le teorie sono state espresse o attraverso l'uso del linguaggio, con tutte le precisazioni che ne derivano, come neologismi creati ad hoc, oppure, ridefinizioni di significati di parole già esistenti, ecc., ma anche attraverso l'uso di simbologie quantitativo-matematiche, oppure attraverso l'utilizzo di sistemi grafici, che servono a cogliere la capacità comprensione della nostra vista.
Quale che sia la metodologia usata per la formalizzazione delle teorie, rimane il fatto che esse fanno comunque uso di simbologie. La simulazione, quindi, che cosa è?
La simulazione riesce a superare in parte limiti delle metodologie tradizionali suddette: "le simulazioni sono un nuovo modo di esprimere le teorie che non usa simboli" . In una simulazione il modello viene rappresentato come un programma al computer che può essere utilizzato sia per la descrizione di teorie qualitative sia per quella di teorie quantitative; il limite della trattazione tradizionale è qui superato grazie al potenza del calcolatore il quale è in grado di rappresentare relazioni anche non lineari tra le variabili trattate. Tutto ciò che concerne concetti, meccanismi, processi postulati dalla teoria, non vengono descritti a parole o rappresentati in formule, ma vengono esplicitati in un programma che poi rende una rappresentazione di quelli che sono i fenomeni che si vuole studiare.
Attraverso la simulazione si cerca di ricreare i fenomeni che si vuole analizzare, piuttosto che descriverli, prevederli o spiegarli come la metodologia tradizionale farebbe; l'iter lavorativo prevede la formulazione di ipotesi e di teorie. Quindi possiamo dire che le teorie espresse attraverso le forme tradizionali del linguaggio, dei simboli matematici e dei grafici, si limitano a spiegare la realtà, mentre le simulazioni la ricreano attraverso il programma che gira nel computer; in tal modo i fenomeni che si vuole studiare sono riprodotti grazie alla macchina di calcolo.
Per contro, si potrebbe facilmente obbiettare che anche i programmi fatti al computer sono costituiti da simboli, quelli utilizzati per i vari linguaggi di programmazione (Objective C, Java, Basic, ecc.), per cui anche le simulazioni, in quanto facenti uso di programmi, sono espresse con simboli; è comunque palese una differenza, che confuta tale obbiezione, è cioè che i linguaggi usati per la formulazione delle teorie, attraverso metodologie tradizionali, sono destinati ad altri individui, mentre i codici, con cui si scrivono i programmi, sono volti a permettere l'interazione tra uomo e macchina; sarà poi il prodotto che risulta dalla simulazione che avrà il compito di permettere la comprensione della teoria ad altri individui.
Analizzando meglio la differenza sopra esposta, si può dire che i linguaggi matematico-statistici, i grafici ed il linguaggio comune, sono simboli nel senso che rappresentano un concetto, uno schema mentale, che si visualizza nella mente del destinatario dell'informazione, quando il simbolo è percepito; invece le simbologie utilizzate per la programmazione, non devono produrre significati nella mente dei fruitori del programma (diverso è per il programmatore, che deve poter conoscere i vari significati dei simboli che utilizza, per la creazione di un programma).
Così l'utilizzo delle simulazioni permette un'evoluzione formale del fare ricerca, infatti, non sarà più necessario che gli utilizzatori delle teorie stesse comprendano tutti i passaggi che portano a determinati risultati, poiché a questi verrà già data la predizione ricavata dalla teoria stessa, che, come è stato detto precedentemente, deve corrispondere alla realtà. Compito del ricercatore, nel creare una teoria diventa così, la formalizzazione della teoria stessa in un codice di programmazione e l'osservazione dei risultati che il programma genera (visualizzati attraverso il monitor), risultati che sono apprezzabili quanto combaciano con la realtà, cioè quando offrono una predizione di questa.

 


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