| Sezione
di Simulazioni ad agenti
A cura di: Dott.
A.Cappellini, Dott. P.Mezzera , Dott. A.Vanara
Vita Artificiale (Alife)
La Vita Artificiale - nata all'inizio degli anni 80 per opera del biologo Christopher
Langton - ha come obiettivo la generazione di comportamenti di tipo biologico;
tale paradigma di ricerca, che utilizza strumenti metodologici e concettuali
vicini a quelli del connessionismo e della teoria dei sistemi dinamici, intende
sintetizzare, mediante l'utilizzazione del computer, il processo dell'evoluzione
e applicare i principi che lo governano alla soluzione di problemi di natura
scientifica.
Come affermato in Langton (1992), mentre l'IA usa il computer come un modello
dell'intelligenza, la vita artificiale cerca di sviluppare un paradigma computazionale
basato sui processi naturali che caratterizzano gli esseri umani; il computer
viene utilizzato per costruire modelli dei meccanismi biologici basilari sottostanti
all'evoluzione e alla vita stessa, anziché per simulare processi di pensiero.
Grazie alle tecniche sviluppate da tale campo di ricerca è possibile
realizzare sistemi intelligenti in grado di apprendere sulla base dell'evoluzione
genetica; le capacità di un sistema di comportarsi in modo intelligente
non emergono come conseguenza di un processo di apprendimento, come avviene
per le reti neurali, ma emergono attraverso meccanismi di selezione artificiale.
Le metodologie sviluppate dall'Alife sono basate sull'idea darwiniana dell'evoluzione
come risultato di variabilità e di selezione; invece di avere un ambiente
che istruisce un sistema su come modificarsi al fine di esibire comportamenti
adatti alle diverse situazioni - come avviene con i metodi di addestramento
delle reti neurali - i metodi evoluzionistici operano su popolazioni di sistemi
che variano tra di loro; l'ambiente seleziona i sistemi migliori, i più
adatti.
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