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Una definizione operativa
Esiste e qual è la spiegazione teorica per cui è
possibile battere sistematicamente il mercato? Tutti i giocatori
agiscono razionalmente e nel loro proprio interesse? Le informazioni
sono ugualmente ripartite nello spazio e nel tempo allo stesso
modo tra tutti i partecipanti? Queste sono le principali domande
che si pone la finanza comportamentale (f.c.); con queste brevi
note vogliamo definire il nostro campo di interesse e di applicazione
e cercare di chiarire il punto di vista della f.c. a proposito
della speculazione reale sui mercati finanziari e della posizione
teorica della stessa rispetto alle principali teorie economiche
classiche ed affermate come la Teoria dei Mercati Efficienti
e la Random Walk Theory. Una definizione operativa della f.c.,
per via della sua giovane età come disciplina e della
eterogeneità dei contributi che la compongono, non è
facilmente formulabile in una forma sintetica. Pertanto in questa
introduzione preferiamo illustrare quelli che sono gli interrogativi
a cui la f.c. cerca di dare una risposta; che sono chiaramente
interrogativi di due tipi: uno di tipo teorico e l’altro
strettamente applicativo.
Ecco dunque alcune delle domande teoriche a cui tenta di rispondere
la f.c.: esiste una teoria che meglio della EMH e della RWT
spieghi l’andamento del mercato? i mercati sono sempre
efficienti? il grafico è un metalinguaggio? è
possibile una rappresentazione dei dati diversa da quella classica?
è possibile analizzare il comportamento del trader in
termini di dissonanza cognitiva? È possibile interpretare
l’analisi tecnica come particolare caso di dilemma del
prigioniero? Esistono sistematiche tendenze all’errore
in alcuni tipo di compiti mentali quali il buy-sell? Le condotte
economiche son sempre da considerarsi ottimizzanti? Quale può
essere il contributo della psicologia sperimentale alla studio
della finanza? possono insorgere comportamenti patologici o
di dipendenza derivanti dal trading?
Dal punto di vista dell’approfondimento pratico ecco
invece i principali quesiti: i mercati sono manipolati? e come
si riconosce quando lo sono? È possibile studiare i punti
di inversione dei trend? ha senso parlare di stop loss quando
non esiste modello normativo condiviso? come si passa da un
modello mentale di operatività ad un trading system?
Perché esiste discrepanza tra atteggiamento e comportamento
e tra performance simulate e reali?
Questo per quel che riguarda le domande, ma se andiamo a veder
la gamma dei contributi, come si può immaginare, è
altrettanto estesa e va dalla matematica all’analisi tecnica,
dall’informatica alla programmazione, dalla psicologia
alla sociologia di massa,dallo studio delle reti neurali alla
psicologia della dipendenza, tralasciando peraltro in questa
sede gran parte della letteratura di economia comportamentale
di cui appunto la f.c. è una branca.
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